Il vino. Una passione di famiglia.
Dal 1919.


Montefalco è definita “Ringhiera dell’Umbria” per la sua straordinaria posizione geografica: infatti si erge in cima ad un colle che domina le valli del Clitunno, del Topino e del Tevere.

A seguito della caduta dell’impero romano sorsero, probabilmente su resti di ville romane, alcuni insediamenti ed uno di questi fu proprio Montefalco, con l’originario nome di “Coccorone”.

Solo tra la fine del 1249 e gli inizi del 1250 assunse il nome attuale di Montefalco probabilmente legato ad uno dei falchi dell’imperatore Federico II di Svevia, che qui aveva soggiornato dal 9 al 13 Febbraio 1240. Tracce di questo passaggio si possono trovare nell’arco costruito in suo onore.

Nel 1848, a seguito dell’ampliamento del territorio comunale, Montefalco ottenne dal Papa Pio IX, già arcivescovo di Spoleto, l’ambito titolo di città.

Montefalco è nota per gli affreschi delle sue chiese, che costituiscono un riferimento importante per la conoscenza della pittura umbra e in particolare per la produzione di vini tipici del territorio riconducibile ai frati francescani, che insediatisi nel maestoso complesso di San Francesco nel 1340, diedero qui inizio a quell’intensa attività vitivinicola ancora oggi conservata.

Gli Statuti Comunali compresero l’importanza e la vocazione di questo territorio, tanto da fissare date e norme riguardanti la vendemmia e la vendita del vino (non a caso le prime botteghe del vino sorsero proprio nei pressi dei complessi ecclesiastici) e stabilendo pene severe per chi rubava o danneggiava le vigne.

Oggi il complesso di San Francesco è divenuto museo simbolo dei reperti e ambienti storici della vitivinicoltura montefalchese di quel tempo.